Il Pino rilassa il cuore

Aprile 24, 2009

Risparmio medio sull’attività del cuore grazie alle proprietà rilassanti degli oli essenziali del legno di cirmolo (pino cembro): 3.500 battiti, pari ad un’ora di attività cardiaca.

Fonte: Corriere della Sera Magazine del 23 aprile 2009
Fonte: Corriere della Sera Magazine del 23 aprile 2009


70 metri cubi per una casa

Aprile 24, 2009

Quantità media di legno necessaria per costruire una casa prefabbricata (Rubner): 70 metri cubi.

Fonte: Corriere della Sera Magazine del 23 aprile 2009

Fonte: Corriere della Sera Magazine del 23 aprile 2009


Un bosco in movimento

Aprile 24, 2009

Tempo necessario perché il bosco del Trentino accresca il proprio volume di 250 metri cubi: 2 ore.

fonte: Corriere della Sera Magazine del 23 aprile 2009

fonte: Corriere della Sera Magazine del 23 aprile 2009


California del Sud in fiore e finalmente tornano le api

Marzo 9, 2009

Articolo preso da Repubblica:

Dopo anni di allarme, gli insetti si sono ripresentati in massa nei campi fioriti. E allevatori, agricoltori ed esperti tirano un sospiro di sollievo. Einstein avrebbe detto: “Se l’ape scomparisse dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita”

Buone notizie dagli Stati Uniti: nella California del Sud, ricoperta ora di campi e alberi fioriti, sono tornate le api; proprio lì dove avevano iniziato a scomparire tre anni fa facendo preoccupare ambientalisti ed esperti climatici. Un allarme esteso anche all’Europa, che non aveva risparmiato neppure l’Italia, dove nel giro di un anno la popolazione delle api si è dimezzata.

Nel 2006 negli Stati Uniti fu lanciato il primo grido d’allarme perché gli insetti si erano presentati all’appuntamento con la primavera a ranghi molto ridotti: dal 30 al 50 per cento in meno. I fiori si seccavano e cadevano dagli alberi, gli agricoltori erano disperati e gridavano alla catastrofe. Ci fu chi citò la frase attribuita ad Einstein: “Se l’ape scomparisse dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita”. Fatti i conti, fino al 2010.

Ora, a tempo quasi scaduto, il pericolo sembra scongiurato. Questa primavera, di fronte ai miliardi di fiori sbocciati si sono inaspettatamente schierate intere divisioni di api operaie pronte a fare il loro dovere fino in fondo e a salvare, così, il mondo, l’umanità, ma soprattutto il ricchissimo mercato delle mandorle californiane, pari all’80 per cento delle mandorle di tutto il mondo.

La ragione per cui siano tornate rimane un mistero, come ancora non si è chiarito il motivo della loro scomparsa: si è parlato degli ogm, dell’inquinamento, dell’effetto serra, dei pesticidi e dei cellulari. Una ricerca commissionata dalla Fao conclude: “per la maggior parte dei tipi di impollinatori i dati a lungo termine della popolazione sono insufficienti, ed incompleta è la conoscenza della loro ecologia di base”. Tradotto: non si sa. Forse ha ragione chi ha fatto notare in questi anni che si può parlare di una serie di fattori incrociati, dall’insorgere di alcune epidemie negli alveari al fatto che in California le api si nutrono sempre degli stessi nettari (mandorle e grano), il che le ha alla lunga debilitate.

Sul ritorno in massa delle api potrebbe aver influito, in modo indiretto, anche la crisi economica. Tra agosto e dicembre i prezzi delle mandorle sono crollati del 30 per cento, gli agricoltori hanno tagliato i costi e si sono messi a dar loro la pastura alle api autoctone senza “assumerne” di stagionali. Ne hanno migliorato la dieta, così, ed aumentato il numero, facendo tirare un sospiro di sollievo a tutti.

Sentieri Vivi

http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/ambiente/api-ritorno/api-ritorno/api-ritorno.html?ref=hpspr1


Passato e futuro

Gennaio 26, 2009

Dalla British Library arriva il grido di allarme degli storici sull’uso del digitale e di Internet in generale. Ciò che rappresenta la «memoria di una nazione», dice la direttrice Lynne Brindley, e che sempre di più passa attraverso i siti online e altro materiale digitale come le email rischia di venire irrimediabilmente perduto. E ciò rappresenta un incalcolabile danno per i nostri discendenti. Il materiale online rischia di fare la fine dalle foto personali che accumuliamo disordinatamente nel nostro computer e che assai difficilmente potranno essere viste dai nostri nipoti, a differenza di quelle stampate e incollate su un album come si faceva fino a ieri.

Le biblioteche e gli archivi sono riusciti a conservare materiale cartaceo di inestimabile valore storico che risale anche a mille anni fa, ma già una enorme quantità di documentazione elettronica è andata perduta per sempre. Si pensi al valore degli epistolari e alla fine che fanno oggi le email. La Brindley fa due casi concreti. Il materiale sulle olimpiadi di Sydney, del 2000, rappresentato da 150 siti che erano stati aperti nell’occasione, è stato cancellato non appena i giochi sono finiti. E nei giorni scorsi dal sito della Casa Bianca è sparito – irrimediabilmente – il profilo di George W. Bush, sostituito da quello di Barack Obama.

Occorre pertanto, questa la conclusione sottolineata dall’Observer, creare settori computerizzati nelle principali biblioteche per raccogliere quanto altrimenti andrebbe perduto. La British Library, sta per l’appunto cominciando a muoversi in questa direzione.

Passato e Futuro

Passato e Futuro


‘Gentiana Brentae’

Gennaio 9, 2009

Sentieri Vivi

Eccezionale scoperta dei botanici del Museo Civico di Rovereto sul Massiccio del Brenta. Porterà il nome di ‘Gentiana brentae’ la nuova specie identificata dai botanici museali Filippo Prosser e Alessio Bertolli sulla base di numerose escursioni in vari settori del gruppo del Brenta, territorio dove tutto poteva sembrare già noto. L’ originalità per la scienza del piccolo fiore azzurro è stata confermata solo al termine di accurati confronti con oltre 1000 campioni di Gentiana provenienti da erbari di tutta Europa.


Il trekking e le sue regole

Luglio 29, 2008

Il trekking è una pratica sportiva divertente e praticabile ad ogni età, l’importante è conoscere le regole necessarie a rendere piacevole l’attività in montagna.

Di base è importante avere un buono stato di salute e un sufficiente livello d’allenamento, sapendo che esistono delle controindicazioni per patologie cardiocircolatorie, respiratorie, renali, ematologiche e metaboliche.

Per salite superiori ai 2000 metri bisogna osservare tutte le regole che evitano l’insorgere del mal di montagna, senza dimenticare l’obbligo di dormire sempre a quote inferiori rispetto a quelle raggiunte durante la giornata di trekking.
Il primo giorno è bene restare a quota 1800/2000 metri senza compiere sforzi eccessivi, bevendo acqua in abbondanza.

Nel trekking l’equipaggiamento riveste un ruolo molto importante.
Sono consigliate calze da trekking con scarponcini già precedentemente testati, in modo da evitare il fastidioso insorgere di dolori o vesciche. Nel caso in cui ciò non fosse possibile è consigliabile applicare sul tallone e la punta delle dita, un cerotto di cotone. Un cappello a tesa larga, gli occhiali ben schermati, una crema solare e uno stick per le labbra rappresentano i sistemi di difesa dalle radiazioni solari.

Il tempo in montagna cambia rapidamente specie nel pomeriggio, sarà necessario, quindi, portare nello zaino, un impermeabile e non un ombrello, per ripararsi dalla pioggia, un maglione, dei guanti per difendersi dal freddo, indumenti di ricambio chiusi all’interno di sacchetti di plastica.

Un piccolo pronto soccorso costituito da un antidolorifico/antinfiammatorio, un antistaminico, un collirio, dei cerotti, garze e il disinfettante fa parte dell’attrezzatura.

I bastoncini telescopici da trekking consentono, inoltre, un notevole risparmio d’energia, aiutando nel salire di quota e proteggendo le articolazioni durante la discesa.

Ricordarsi di bere durante la giornata è una delle regole più importanti: la borraccia, quindi, è un oggetto che non può mancare. Ultimo aspetto da non trascurare è l’alimentazione. Ad un buon camminatore sono necessarie anche 5000 calorie al giorno, la maggior parte di queste dovranno essere fornite consumando dei carboidrati complessi (pasta, pane, riso) che approvvigioneranno di glucosio i muscoli, depauperati dall’attività giornaliera.

(Stefano Angotzi Redazione Ministerosalute.it-luglio/2002)

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«Risotto e polenta fanno bene»

Luglio 29, 2008

Riso, patate, radicchio trevigiano, asparagi, carne alla griglia, mele e pere e un piatto su tutti: la polenta. Bianca se accompagnata al pesce. Gialla se sposata con funghi e formaggi sciolti. Cibi base della dieta padana. Che adesso il sottosegretario al ministero del Welfare, Francesca Martini, vuole proporre in alternativa alla mediterranea, candidata a diventare patrimonio culturale dell’Unesco secondo una mozione parlamentare bipartisan.

Da veronese doc, amante delle tradizioni della sua terra, preoccupata di non disperdere il patrimonio gastronomico del Nord, lei crede davvero al valore nutrizionale e salutare del mangiare leghista. E non poteva essere diversamente considerata anche la consuetudine con la cucina lumbard. «Non è certo per le mie origini né per le idee politiche che intendo promuovere questo tipo di alimentazione. Credo nel valore nutrizionale e salutare della dieta federalista», torna seria dopo aver raccontato il menù gustato l’altra sera a Oppeano, nella Bassa veronese, ad una delle feste del partito di Bossi: risotto al tastasal (cioè con salsiccia spezzettata), grigliata con polenta.

Non le sembra che un’impostazione del genere appare il contrario di quella canonicamente raccomandata per stare bene e calare di peso? Il sottosegretario non demorde: «Dipende dalle porzioni. Se moderato, trovo sia un buon regime dietetico, mai disgiunto ricordiamolo dall’esercizio fisico. Non particolarmente grasso, basato su cibi di qualità, su prodotti del territorio, sicuro grazie alle modalità con cui è stato lavorato e trasportato. Perché esportare solo il modello della mediterranea? Io promuoverò la padana. Non è giusto dimenticare l’altra metà del Paese». Proprio la scorsa settimana sul New England Journal of Medicine è stata pubblicata una ricerca condotta dal centro israeliano di Beer Sheva in collaborazione con l’ospedale universitario Leipzig di Boston. A confronto tre diete: la prima povera di zuccheri (niente pane, pasta, riso, dolci), la seconda povera di grassi (no a burro, olio, insaccati, formaggi, carne grassa per un massimo di 1800 calorie al giorno). E infine la mediterranea (frutta, legumi, pesci, proteine di origine preferibilmente vegetale). Le hanno provate per 2 anni circa 320 persone obese o in sovrappeso. Il dimagrimento più sensibile è stato ottenuto con la dieta senza zuccheri, seguita a ruota dalla mediterranea. «Non dico che non sia valida — chiarisce la Martini —. Però non dobbiamo fossilizzarci. In Italia non c’è bisogno di proibire», aggiunge richiamandosi al governatore Arnold Schwarzenegger che in California ha vietato il consumo nei ristoranti dei grassi perniciosi, presenti soprattutto in margarina e olio da frittura: «Lo inviterò a una festa della Lega. Sui grassi nocivi ho chiesto un parere all’agenzia europea».

Margherita De Bac

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La Valle di Fiemme di nuovo Mondiale!

Luglio 24, 2008

Il Comitato Organizzatore della Val di Fiemme nelle giornate del 17 e 18 luglio si è riunito per la prima volta per gettare le basi del lungo lavoro che porterà la Val di Fiemme ad organizzare per la terza volta in 22 anni i Campionati Mondiali di Sci Nordico. In una zona tranquilla, i membri del Consiglio di Amministrazione hanno analizzato l’esperienza del Mondiale 2003 ed i passi fatti in questi ultimi tre anni per lanciare la nuova avventura mondiale. Già in questo primo mese si sono avuti diversi contatti informali con le Amministrazioni Locali per avviare le analisi anche in merito alle strutture sportive e non.

Fiemme 2013 al via!

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Chi abita fra gli abeti vive più a lungo

Febbraio 15, 2008

Uno studio condotto dal Centro Ricerche di Graz “Joanneum Research” attesta effetti stimolanti dagli abeti rossi sulla nostra salute. Tali effetti producono un aumento del benessere e un incremento della capacità di concentrazione. Max Moser, responsabile della ricerca, afferma che il benessere viene provocato da una combinazione di elementi contenuti negli abeti rossi, incidendo positivamente sul sistema cardio-circolatorio e su quello neuro-vegetativo. I risultati ottenuti sul campione umano esaminato hanno dimostrato evidenti effetti fisici rigeneranti, grazie al rallentato ritmo cardiaco in analoghe condizioni di stress, con maggiore efficienza degli organi che indicano una prolungata speranza di vita.

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